martedì 30 novembre 2010

Era, E' e Sarà Monicelli

Si è tolto la vita a 95  anni preferendo non convivere con le conseguenze del tumore alla prostata che lo faceva soffrire, lo intristiva e lo umiliava. E' stato grande con il suo cinema come lo furono con la poesia ed il romanzo Leopardi e Manzoni. Rappresentava  una bellissima Italia con il suo Don Chisciotte: Brancaleone e con gli eroi della Grande Guerra e di tutto il suo cinema, Nel film i compagni ci ha insegnato il socialismo come apostolato. . Era persona integerrima che aveva orrore della involuzione nella volgarità della destra dell'Italia berlusconiana. Era stato maestro di cultura civile fino agli ultimi giorni della sua vita condividendo la protesta dei giovani e del mondo della cultura. Da oggi saremo tutti molto più poveri e soli,.

domenica 28 novembre 2010

Brunetta a L’Aquila: mangia gratis e si lamenta del servizio offerto

E’ successo a L’Aquila, nota località colpita, 19 mesi fa,  da un gravissimo terremoto, e poi sfruttata dal governo come vetrina mediatica per vantare opere miracolose fatte di sperperi inaccettabili a beneficio di alcuni prescelti.
Zuppa di legumi, selezioni di salumi e formaggi locali, crespelle di verdure, ravioli al sugo tradizionale, prosciutto affumicato con ananas, bocconcini di vitello al sugo e dolce di mascarpone agli agrumi. Il tutto servito da, tre camerieri qualificati, uno chef della federazione italiana cuochi, e il maitre che segue regolarmente i più importanti eventi dell’ azienda, compreso il G8 aquilano. Questo era il menù del catering del ministro, completamente gratuito, un omaggio (e che omaggio!) al convegno.
Brunetta, non solo si è presentato con un largo ritardo di 30 minuti mettendo in difficoltà tutta l’organizzazione del ristorante, ma si è anche lamentato fomalmente.

martedì 12 ottobre 2010

La Gelmini guarda la Scuola in 3-D: Diseguaglianza, Diseducazione, Disoccupazione

MariaStar perchè non vieni a lavorare con noi? - Non so che esperienze didattiche abbia MariaStar Gelli-Mini. Probabilmente nessuna. Non conosco neppure i prerequisiti che l'hanno portata dicastero che occupa.


Di certo saranno elettorali. Non di quelli sani che c'erano fino a qualche tempo fa, ma quelli voluti dalla legge porcata di Calderoli: voti la lista e non la persona, poi sono le segreterie dei partiti a mettere sulla poltrona chi vogliono loro. Così si truffa il cittadino. Così si tradisce il voto.

Altrimenti non potremmo spiegarci un personaggio chiamato Romani al ministero dell'economia e sviluppo.

A leggere il curriculum di questo tizio si viene a sapere che ha creato società che poi sono sempre fallite, una dietro l'altra. Prima con Taradash, il periodo liberale, con emittenti private, allora i soldi li metteva la sua mamma, poi con altre esperienze terminate sempre con chiusure fino alla bancarotta, non fraudolenta, ma normalmente pilotata.

Fascisti serbi a Genova


Pomeriggio di tensione nel centro della città dove gli ultras hanno lanciato bottiglie contro la polizia. Problemi anche allo stadio, arbitro sospende Italia-Serbia dopo sei minuti per lancio di petardi in campo. Giallo Stoikovic: "Minacciato dagli ultras non voglio giocare!"


Genova, incidenti e paura la partita è stata sospesa
GENOVA - Dopo sei minuti di gioco Italia-Serbia è stata definitivamente sospesa. I tifosi serbi hanno lanciato alcuni fumogeni in campo, uno di questi ha sfiorato il portiere Viviano. L'arbitro scozzese Thomson ha sospeso la partita. I giocatori azzurri hanno salutato il pubblico e lanciato magliette. Questo il comunicato della Figc:  "La partita non si è giocata perchè non sussistevano le condizioni di sicurezza". L'Uefa darà partita vinta all'Italia per 3-0 e una dura squalifica alla nazionale serba che rischia di essere esclusa dalle qualificazioni europee. 

PREPARTITA - Un prepartita ad alta tensione allo stadio Ferraris di Genova dove gli ultras serbi (esponenti dell' estrema destra che già tre giorni fa hanno causato gravi incidenti a Belgrado durante il corteo del Gay Pride)   hanno prima lanciato petardi in campo e contro i tifosi italiani e poi tentato di sfondare i vetri di recinsione che dividevano i settori. Nella curva dei serbi sventolava uno striscione con la scritta "Il Kossovo è nostro". I giocatori della nazionale guidati da Stankovic hanno provato a riportare la calma facendo con le dita il gesto del "tre" simbolo della Grande Serbia. Non è servito a calmare gli ultranazionalisti serbi che evidentemente con il calcio non hanno nulla a che fare.

mercoledì 6 ottobre 2010

Illustre senatrice Nirenstein, Lei ha il dovere morale, politico, personale di dimettersi da un gruppo che ospita l’antisemita senatore Ciarrapico

Illustre senatrice Nirenstein,

noi tutti La ricordiamo indignata e sempre pronta a fulminare con l’accusa di antisemitismo. I destinatari della Sua accusa erano, preferibilmente, i palestinesi (che, francamente, con la Shoà c’entrano poco) ma anche tutti coloro che, in un modo o nell’altro, criticavano la politica del governo israeliano. Mi ricordo che una volta in un dibattito televisivo un ragazzino palestinese la scambiò per una rappresentante del governo israeliano, ma quella volta Lei sorrise benevola e materna: in fondo si trattava solo di un bambino (benché palestinese). La sua equazione era semplice: per Lei infatti tutti gli ebrei del mondo si identificano senz’altro con Israele e tutta Israele si identifica senz’altro con i suoi governi, anche con quelli segnati da forti tratti fascisti e razzisti come l’attuale. Ergo: chiunque dissente da Nethanyahu o da Liebermann è senz’altro antisemita.

martedì 5 ottobre 2010

Edizione straordinaria: un antisemita primario guida il governo della Repubblica italiana. Colleziona storielle e ragazze, una al giorno

Edizione straordinaria: un antisemita primario guida il governo della Repubblica italiana. Colleziona storielle e ragazze, una al giorno. Ma bisogna capirlo: si è solo lasciato andare, il 29 settembre scorso, dopo che il Parlamento lo aveva costretto a trascorrere il giorno del suo 74 compleanno in un ruolo e soprattutto in un linguaggio non suoi, quelli del politico paludato stile Prima Repubblica. Nel cortile di Palazzo Grazioli, circondato da fans, si è tolto gli abiti ingessati dello statista e ha indossato il costume che preferisce, quello del clown pronto a solleticare gli umori bassi del suo uditorio. Lo aveva già detto all'epoca dello show al Parlamento europeo: gli italiani, a differenza dei tetri tedeschi, sanno ridere di tutto, persino dell'Olocausto. E anche se le barzellette sembrano nuove,  ad ogni siparietto è sempre la stessa storia, la stessa confessione che si ripete:

sabato 2 ottobre 2010

Berlusconi il bestemmiatore

Personalmente, non credo che un presidente del Consiglio si debba dimettere perché si è fatto beccare a bestemmiare. O meglio, il nostro presidente del Consiglio avrebbe tanti di quei motivi per dimettersi che una bestemmia arriva ormai buona ultima.

giovedì 30 settembre 2010

Marijuana clandestina in Italia, in California se ne discute

Il dibattito sulla legalizzazione delle droghe soffre una fase di stanca, anche se la guerra alla droga è già stata dichiarata un fallimento d qualche anno proprio dai suoi proponenti. La debolezza della posizione dei fautori della guerra alla droga è il motivo principale per il quale qualsiasi tentativo di avviare un dibattito è soffocato nella culla, non esistono più ragioni da opporre alla legalizzazione, le proposte alternative si sono rivelate costose e fallimentari.
In California invece se ne discute moltissimo, perché prossimamente si voterà un referendum che propone la legalizzazione della marijuana, le caratteristiche dello stato americano e il suo assetto legislativo offrono una rara occasione per sbirciare cosa potrebbe succedere se si coagulassero forti movimenti per la legalizzazione in altri paesi.

martedì 14 settembre 2010

Italiani del nord un popolo sotto il tallone leghista

A proposito di violenza politica. Una scuola pubblica italiana (Adro, provincia di Brescia) è stata di fatto privatizzata dalla locale giunta e trasformata in scuola leghista, intitolata al professor Gianfranco Miglio. Sole delle Alpi impresso sui banchi, sui cestini dei rifiuti, sugli zerbini, sui tavoli, sui cartelli, sulle finestre, sul tetto, ovunque. Unico altro simbolo ammesso e anzi imposto è il crocifisso, che a scanso di equivoci è stato imbullonato ai muri: una specie di doppia crocifissione, povero Cristo.

L'episodio, quasi incredibile nei suoi termini di cronaca, e decisamente spaventoso in termini di democrazia, è inedito nella storia della Repubblica.

lunedì 13 settembre 2010

"Signor Ministro mi consenta di dirle che è davvero un grande Paese quello dove il Ministro della Giustizia si preoccupa per l’ansia di un cagnolino e non dei figli dei detenuti che non possono vedere i genitori per anni"

Al presidente della Repubblica on. Giorgio Napolitano
Al ministro della Giustizia on. Angelino Alfano 

In questi giorni sono rimasto sorpreso della sensibilità del nostro Ministro della Giustizia, tanto che ora quando qualcuno dei miei compagni di pena brontola che viviamo in un paese senza giustizia, vado su tutte le furie.
Come si fa a dire sciocchezze del genere, se il nostro Ministro, nel momento in cui è venuto a conoscenza che un cagnolino soffriva d’ansia, perché gli avevano arrestato il proprio padrone, si è impegnato in prima persona perché il padrone ottenesse gli arresti domiciliari e potesse consolare il suo cagnolino.
Onore al cane, onore al suo padrone che ha capito di vivere in un paese in cui i cani hanno più diritti dei figli dei detenuti, onore al Magistrato che gli ha concesso gli arresti domiciliari, onore al Ministro Alfano e alla sua sensibilità, che ha permesso di non mortificare la dignità di un cane che soffriva d’ansia.

domenica 12 settembre 2010

Operaio usa e getta: la sicurezza del lavoro è un lusso che l’Italia non può permettersi!

Ha ragione Tremonti: la sicurezza del lavoro è un lusso che l’Italia non può permettersi! Si tratta naturalmente dell’Italia dei ricconi, di coloro che occultano duecento miliardi nei paradisi fiscali realizzati lesinando salario, diritti e sicurezza. Questi signori, questa Italia, si rifiuta di lucrare di meno. L’indignazione del Presidente della Repubblica per un Paese che marcia a mille e più morti sul lavoro l’anno e quasi un milione di infortuni spesso gravi e con conseguenze di invalidità fisica permanenti non serve a niente se lo stesso Presidente partecipa ogni anno al ricordo dell’ispiratore della legge trenta, scritta in collaborazione tra Sacconi e Bonanni, che introduce innumerevoli possibilità di precarizzare il lavoro. L’operaio è diventato usa e getta e l’organizzazione del lavoro prescinde sempre di più dalla esperienza e dalla competenza.

venerdì 3 settembre 2010

Finanziata con 800mila euro la scuola privata della moglie di Bossi


Trecentomila euro per il 2009 e 500mila euro per il 2010. Le ristrutturazioni costano, e se c’è un aiuto statale è meglio. Quello stabilito nel decreto del ministro del Tesoro lo scorso 9 giugno è stato particolarmente generoso con la Scuola Bosina di Varese. Un nome che forse dice poco ai più, ma che nella Lega Nord dice molto. La Scuola Bosina, o Libera Scuola dei Popoli Padani (una delle associazioni della galassia Lega nord), è stata infatti fondata nel 1998 dalla signora Manuela Marrone, «maestra di scuola elementare di lunga esperienza» (spiega il sito della scuola), ma soprattutto moglie di Umberto Bossi. La signora Marrone è tuttora tra i soci della cooperativa che dà vita a questa scuola materna, elementare e secondaria improntata alla cultura locale, alle radici e al territorio. Presidente della scuola è Dario Galli, che oltre a occuparsi di pedagogia padana è stato anche senatore della Lega.

Era il 1991 ...Vent'anni fa c'era chi avrebbe trafficato in rifiuti radioattivi di cui le industrie del nord volevano sbarazzarsi...AGGHIACCIANTE ARTICOLO DEL FEBBRAIO 1991

[In questi giorni, scartabellando in Internet per alcune ricerche su vecchie indagini sui traffici di rifiuti mi sono imbattuta in un articolo agghiacciante del febbraio 1991. Vent'anni fa c'era chi avrebbe trafficato in rifiuti radioattivi di cui le industrie del nord volevano sbarazzarsi. Vent'anni fa, quando gli smaltimenti illegali erano materia di contravvenzioni e i carichi falsi pure; vent'anni fa quando i più (al nord) ignoravano il business, ma questo già sapeva che il nord doveva smaltire tonnellate di rifiuti tossici e si offriva a prezzi di mercato concorrenziali. Anche in questo caso non si sa come sia andata a finire l'inchiesta sui 340 quintali di materiale tossico, ma si sa cosa sia sia diventata la Campania e come sia ricca la Camorra. Della vicenda di Tamburrino, oggetto dell'articolo che segue, ne parleranno anche al Senato il giorno successivo, il 20 febbraio 1991, quando presidente era Giovanni Spadolini (Verbali della seduta pag. 155 sgg. qui). In senatore che solleva il problema in una interrogazione parla di numerosissime discariche abusive nel napoletano che avrebbero reso difficile rintracciare il luogo di smaltimento dei bidoni con sostanze velenose (e sversate) il cui contenuto aveva contaminato un autotrasportatore. E aggiunge: "che l'evento in questione venuto alla luce per impreviste circostanze ha di fatto evidenziato che il trasporto di scorie tossiche dai comuni del Nord per il Sud avviene da diversi anni (...)". ic]

Napoli, Avvelenato dal carico chimico che stava nascondendo 

Repubblica — 19 febbraio 1991   pagina 24   sezione: CRONACA

NAPOLI Caccia in elicottero a trecento fusti di metallo zeppi di veleno, sepolti a dodici metri di profondità in una delle cinquanta discariche clandestine fra la zona orientale della città e l' area di Lago Patria.

"Dobbiamo smetterla di pensare che la politica sia sempre “sporca”. Sporca è l’anti-politica. Sporche sono certe persone. Basta non votarle. Basta non eleggerle. Basta avere il coraggio di non votare neppure il nostro partito se propone in quel LISTONE BLINDATO, persone che non sono uno specchio di onestà"

Dopo Mani Pulite e il fiume di illegalità scoperto dall’allora Magistrato Antonio Di Pietro, ci troviamo oggi davanti ad una serie infinita di attacchi alla Costituzione portati avanti da chi invece è chiamato a proteggerla e ha giurato di farlo nelle mani del Presidente della Repubblica. Non solo. Il nostro Paese è in mano alla Lega. E’ in mano a Ministri che non troppo tempo fa bruciavano la bandiera italiana nelle piazze o ancora alla festa del Po (e non solo lì) gridavano a squarciagola ROMA LADRONA!

martedì 20 luglio 2010

Nove anni fa Carlo Giuliani aveva 23 anni

Carlo Giuliani aveva 23 anni, quando fu ucciso. Ricordiamo Il Giornale, che uscì in questi anni con le foto del ragazzo esile, il rotolo di adesivo all'avambraccio, in mezzo alle strade martoriate dagli scontri. Cercando quasi una giustificazione alla 'punizione'. Ricordiamo il veleno lanciato dalle colonne delCorriere della Sera, a firma Ostellino. La memoria va anche alle parole ingiuriose e fasciste diAlleanza nazionale e i toni e le azioni di Gianfranco Fini, prima che il clima politico del dramma italiano non portasse l'attuale presidente della Camera a vestire i panni dell'uomo fedele alle Istituzioni, a un riformismo moderato e costituzionale. Eppure c'era lui a Genova, in quelle ore, a dare conforto alle operazioni di carabinieri, polizia, guardia di finanza, reparti speciali della polizia penitenziaria, reparti speciali della polizia, carabinieri arrivati dalle recenti missioni all'estero (il Tuscania) che sbarcavano a Genova come in una cittadina balcanica divorata dall'odio etnico o nella solitudine della tragedia somala.

domenica 18 luglio 2010

Marea nera: tutta la verità

Sulle coste del Golfo, sia ascoltando gli ecologisti che gli specialisti della fauna fino ai medesimi pescatori e uomini d'affari, il responso è del tutto simile; la compagnia BP non sta soltanto strozzando le notizie che concernono ciò che viene condotto in seguito al disastro petrolifero del Golfo del Messico, ma questa ha anche 'precettato' gli organismi chiave adibiti alla supervisione e alla regolamentazione del governo federale per dare àdito al suo proprio ordine del giorno e di quello dei partners del petrolio, tra cui Halliburton, Anadarko e Transocean.

L'uomo più odiato nel Golfo è il comandante supremo della Protezione civile del presidente Obama, Thad Allen che è andato in pensione da comandante della Guardia Costiera il 30 giugno. Allen è considerato troppo compromesso con la BP, e ci sono riferimenti locali secondo i quali, molto prima dell'esplosione del Deep Water Horizon il 20 aprile, Allen stava trattando per la messa in opera di un programma con la BP. La logistica del modo di pulire dalla marea nera viene criticata per la troppa fiducia investita sulle navi specializzate per la scrematura dal petrolio nelle acque profonde. Non è prevista nessuna procedura con l'utilizzo di mezzi di recupero in grado di operare in acque poco profonde, cioè a 45 e 60 centimetri. Un certo numero di battelli capaci di scremare le acque poco profonde sono ancorati nel porto e non sono utilizzate dalla BP.

mercoledì 14 luglio 2010

L'ACQUA NON SI VENDE: Un milione di firme… qui comincia l'avventura

In questi mesi di campagna referendaria per l'abrogazione del Decreto Ronchi che privatizza l'acqua, abbiamo inondato il Paese con banchetti in ogni luogo.

Abbiamo condiviso speranze e voglia di cambiare insieme a donne e uomini di tutte le età, esperienze e culture.

Oltre un milione di persone si sono riconosciute in questo percorso.

martedì 13 luglio 2010

ITALIA - LIBIA: i conti di un accordo vergognoso che ora ricade su tutti noi e ci impone una riflessione



(nella foto l'autrice dell'articolo, Shukri Said, segretaria e portavoce dell'associazione Migrare www.migrare.ue)


L’orrendo frutto dell’accordo sui respingimenti tra Italia e Libia, alla fine, ha mostrato il suo grado di maturazione spargendo il suo succo amaro sul capo di quasi tutti gli italiani perché l’arco di coloro che a quell’accordo hanno prestato il consenso è stato molto più ampio di quanto ci si sarebbe aspettato. Il messaggio in bottiglia costituito da un sms affidato alle onde hertziane del sistema cellulare, ha permesso al mondo di conoscere la fine che fanno gli abitanti dei Paesi subsahariani orientali respinti dall’Italia senza alcuna selezione tra gli aventi diritto all’asilo e imprigionati nei lager libici in mezzo al deserto tra malattie e torture, con poco cibo, poca acqua, niente igiene e un caldo pazzesco.

Quanto si è appreso da quell’sms non è affatto una sorpresa, ma la conferma dell’esito annunciato all’indomani della ratifica di quell’accordo tra Italia e Libia e massimamente temuto dalla sua attuazione, quando in data 15 maggio 2009 l’Italia donò le prime due motovedette alla Libia proprio per il pattugliamento della frontiera mediterranea.

lunedì 12 luglio 2010

Tra appalti e nuova P2 alle riunioni con Carboni c'era anche Marcello Dell'Utri

E' la P2 che ritorna. O magari non è mai andata via. E sono le intercettazioni telefoniche, ancora una volta, a rivelare cricche e comitati d'affari, a collegare abituali frequentatori delle aule di Giustizia a nuovi nomi, a scatenare altri terremoti giudiziari dalle conseguenze imprevedibili. Le notizie che si rincorrono sull'ultima inchiesta della Procura di Roma che ha portato all'arresto, lo scorso...
...giovedì, del faccendiere Flavio Carboni, del giudice tributario Pasquale Lombardi (ex politico Dc e di Forza Italia), dell'imprenditore napoletano Arcangelo Martino (che in passato ha dichiarato di aver presentato lui Berlusconi alla famiglia di Noemi Letizia) assumono connotati via via sempre più inquientanti. Mentre sullo sfondo domina ancora, incontrastato, lo spettro di Licio Gelli.

venerdì 9 luglio 2010

Marea Nera Avanza

Cattive notizie su piu’ fronti oggi dal Golfo martoriato dal vulcano di petrolio aperto sul fondo dalle trivelle della BP. Greggio e catrame sono stati rinvenuti per la prima volta nelle acque di Lake Ponchatrain, il grande lago “alle spalle” di New Orleans completando l’accerchiamento della citta’ e aprendo un fronte nelle retrovie della vecchia capitale della Lousiana.

giovedì 8 luglio 2010

Balilla 2010

Mentre la scuola pubblica letteralmente affoga nei tagli imposti dalla riforma Gelmini e dalle manovre economiche di Tremonti, il Governo pensa a potenziare le “istituzioni alternative” deputate alla formazione dei giovani. Se da un lato si continua a rimpinzare di finanziamenti le scuole cattoliche - la sola città di Verona ha appena stanziato 300.000 euro per i suoi istituti paritari - dall’altro una legge a firma congiunta mira ad istituire un fondo per organizzare corsi di formazione delle Forze Armate per i giovani.
Le firme su quella che è già stata ribattezzata la ”legge balilla” sono del ministro della Difesa La Russa, della giovane ministra dei Giovani Giorgia Meloni e del ministro del Tesoro Tremonti che, nonostante pianga miseria in sede di bilancio, ha dato il via libera a 20 milioni di Euro, necessari alle attività per i primi tre anni di sperimentazione.
L’idea alla base del provvedimento è quella di invogliare i ragazzi e le ragazze a preferire una sicura carriera militare all’inevitabile precariato post-laurea o post-diploma: i ragazzi verrebbero invitati per un soggiorno di tre settimane all’interno delle caserme dell’Arma, dove seguirebbero la routine e i costumi del reggimento e verrebbero di conseguenza edotti sulle meraviglie dell’essere soldato nell’era delle guerre globali. Che sì sono guerre, ma almeno ti fanno vedere il mondo.

Cercando di non restare senza pantaloni, Berlusconi corre sempre più veloce lungo la discesa. Ma la strada è ripida e presto inciamperà

La sconvolgente immagine di migliaia di terremotati che cingono d'assedio la residenza privata del Presidente del Consiglio, dopo essere stati manganellati dalla polizia, in altri Paesi rappresenterebbe il fotogramma finale di qualunque esecutivo. Anche perché Silvio Berlusconi, mentre fuori la folla protestava (pacificamente) perché il governo aveva deciso di far pagare con gli arretrati le tasse a chi non ha ancora una casa e un lavoro, era semplicemente a pranzo con i suoi ministri e discuteva cosa fare sulla legge bavaglio.

mercoledì 7 luglio 2010

L'Aquila a Roma nonostante i manganelli di Berlusconi e il sorriso di Bersani

Oggi gli aquilani, a migliaia, sono tornati a Roma: chiedono il congelamento dei mutui e delle tasse, oltre a una serie di misure di sostegno all'occupazione e all'economia inquadrate in una legge che preveda procedure efficaci per la ricostruzione e finanziamenti certi; la sospensione delle tasse che da dicembre dovrebbero ricominciare a pagare al cento per cento (in molti in realtà hanno già iniziato a versarle dal primo luglio). Chiedono anche altre risorse per cinque anni e la successiva restituzione in dieci anni senza interessi, un sostegno all'occupazione e all'economia del territorio sottolineando di non volere "privilegi ma equità e diritti" e "non più propaganda e censura ma corretta informazione".

martedì 6 luglio 2010

Non hanno niente da dire i 413 deputati che hanno votato il trattato Italia - Libia?

Centinaia di eritrei sono stati trasferiti dal centro libico di Misurata alla prigione di Brak, in pieno deserto, nota per gli episodi di tortura. I profughi avrebbero diritto all`esame della richiesta di asilo politico, invece rischiano di essere rimpatriati e uccisi. Non hanno niente da dire i 413 deputati che hanno votato il trattato Italia - Libia?
Apprendiamo con angoscia crescente, ogni giorno che passa, delle torture e del rischio di “deportazione in patria” subiti dagli eritrei trasferiti il 30 giugno dal centro di detenzione di Misurata alla prigione di Brak, in pieno deserto, vicino Sebha, una prigione gestita direttamente dalle forze di sicurezza libiche. Neppure le decine di persone che erano state gravemente ferite a Misurata, durante i primi tentativi di “identificazione” da parte di rappresentanti del governo eritreo, vengono curate e sembrerebbe che almeno due eritrei non siano più ritornati nelle camerate, dopo essere stati condotti nelle sale di tortura del carcere di Brak.

domenica 4 luglio 2010

Libia, ho sentito il rumore delle deportazioni

Da tre giorni un rumore mi perseguita. È un rullare di ruote e uno sbattere, vibrare e cigolare di ferri. Con uno sfondo sonoro di lamentazioni di uomini. L'ho sognato anche stanotte. È il rumore delle deportazioni. L'esercito libico ha fatto irruzione nel carcere di Misratah all'alba del 30 giugno, il giorno dopo la rivolta degli eritrei. Molti stavano ancora dormendo. Li hanno portati via così, 300 persone circa, alcuni ancora nudi, altri feriti dai pestaggi del giorno prima. E li hanno rinchiusi dentro due camion, dentro un container di ferro, di quelli che si usano sui treni merci e sulle navi cargo. Quando, il pomeriggio del 30 giugno, sono riuscito a contattarli al telefono, erano ancora dentro il container.

Mariastella Gelmini e quel suo acido silenzio

Mariastella,
ti assicuro che do del lei anche all’ultima matricola della triennale. E’ parte del rispetto che debbo loro, a me stesso e all’università. A te invece voglio dare del tu, non foss’altro perché sono più vecchio, ho un curriculum incomparabilmente più solido del tuo e non ho mai cercato scappatoie per ottenere i miei titoli come hai fatto invece tu per diventare avvocato. Lo scrivo e mi rendo conto che il fatto di essere nella stessa condizione del 90% dei docenti universitari dei quali sei ministro, cioè più esperti, più preparati e più onesti di te, non deve rendermi simpatico ai tuoi occhi. Non mi importa di esserti simpatico, ma sì esigo il tuo rispetto.
Di fronte all’attacco ai nostri salari rappresentato dalla manovra economica, che cancella le nostre vite professionali per tre anni, si sono levate le voci di autorevoli esponenti del tuo partito ma non la tua.

giovedì 1 luglio 2010

Il super lodo Alfano di Silvio, l'insaziabile

Sconcertante. In arrivo modifiche per il Lodo Alfano. Sapete qual’è la trovata? Ridurre la assurda violazione del principio di eguaglianza di fronte alla legge penale? Neanche per sogno! Al contrario, l’idea è quella di estendere ulteriormente lo scudo per il premier, prevedendo che la sospensione possa valere anche per i processi cominciati prima dell’assunzione della carica. La previsione, che nel testo attuale vale solo per il Capo dello Stato, ora il Pdl vorrebbe estenderla anche al presidente del Consiglio e ai ministri. Del resto Brancher (per stare all’attualità) è chiamato a giudizio per fatti precedenti alla nomina a ministro “del nulla”. 
E’ questa la proposta contenuta nel parere sul Lodo Alfano che la commissione Giustizia del Senato, presieduta da Filippo Berselli, sta per trasmettere alla commissione Affari Costituzionali di Palazzo Madama.

mercoledì 30 giugno 2010

L'Aquila, "vi racconto cosa è la mia città oggi"

Ieri mi ha telefonato l'impiegata di una società di recupero crediti, per conto di Sky.
Mi dice che risulto morosa dal mese di settembre del 2009. Mi chiede come mai.
Le dico che dal 4 aprile dello scorso anno ho lasciato la mia casa e non vi ho più fatto ritorno. Causa terremoto. Il decoder sky giace schiacciato sotto il peso di una parete crollata. Ammutolisce. Quindi si scusa e mi dice che farà presente quanto le ho detto a chi di dovere. Poi, premurosa, mi chiede se ora, dopo un anno, è tutto a posto. Mi dice di amare la mia città, ha avuto la fortuna di visitarla un paio di anni fa. Ne è rimasta affascinata. Ricorda in particolare una scalinata in selci che scendeva dal Duomo verso la basilica di Collemaggio. E mi sale il groppo alla gola. Le dico che abitavo proprio lì.
Lei ammutolisce di nuovo. Poi mi invita a raccontarle cosa è la mia città oggi. Ed io lo faccio...LEGGI TUTTO...

martedì 29 giugno 2010

Con un capolavoro di distorsione giornalistica, con un servizio al limite dell'incredibile il Tg1 di Minzolini assolve Dell'Utri

Un capolavoro di distorsione giornalistica, un servizio al llimite dell'incredibile, che ha subito provocato una reazione con centinaia di telefonate ai centralini della Rai, mail di protesta, reazioni stupefatte e ironiche su Internet. Il tg1 delle 13 è riuscito a confezionare la condanna di Marcello Dell'Utri a sette anni di carcere per concorso esterno in associazione mafiosa facendola passare per una sconfitta dell'accusa e per una vittoria del senatore, che si è visto ridurre la pena di due anni rispetto al processo primo grado.

lunedì 28 giugno 2010

Nichi è il nostro Presidente

Tracce significative dell'agenda d'inizio giugno. L'8 è stato a Bruxelles. Il 10 a Roma, il 14 a Vicenza, il 15 a Pomigliano D'Arco. Il 17 a Roma, di nuovo. Il 20 a "Telecamere" su RaiTre con Gaetano Quagliariello e Italo Bocchino. Convegni, dibattiti, confronti su Finanziaria, sindacato, sviluppo, futuro della sinistra. E interviste, da "La Stampa" al "manifesto", dal "Sole 24Ore" a "Vanity Fair" al "Fatto". Come minimo, per Nichi Vendola, governatore della Puglia, è solo un allenamento. Una prestazione atletica. Uno sfizio narcisista da politica locale in trasferta. Come massimo, l'inizio di una Lunga Marcia per diventare il capo. E il sospetto, l'idea, forse la follia o la predestinazione non arriva solo dal fuoco nemico o da quello amico. Arriva da lontano, dal mondo anglosassone. Così il 14 giugno è anche successo che sul "Times" Bill Emmott, ex direttore di "The Economist", lo abbia segnalato come l'uomo, nella sinistra, da tenere sotto osservazione, quello capace di mobilitare le masse stile Obama. Quale comunista, ex Rifondazione persino, e ora portavoce di Sel, Sinistra Ecologia Libertà, aveva mai avuto un'investitura internazionale? Troppo rumore per nulla, secondo alcuni, vedi l'entourage di Enrico Letta con cui si guarda in cagnesco.

Benedetti dalla Santa Sede costruiscono per il Vaticano

Quattro imprese edili gradite al Vaticano e approdate, sulla scorta degli stretti rapporti con la Santa Sede, sopra gli appalti della Protezione civile. È l'ultimo filone d'inchiesta individuato dalla procura di Firenze, dalla quale è partita l'inchiesta G8. In quattro casi gli inquirenti hanno certificato un percorso inverso rispetto alla "Anemone costruzioni": grazie alla saldatura di un'amicizia con i vertici del mattone pubblico, il gentiluomo del Papa Angelo Balducci in particolare, Anemone nel tempo era diventato uomo di fiducia del Vaticano e di Propaganda Fide.

Per accedere agli uffici pontifici, hanno accertato in procura, bisognava essere presentati, quindi passare un esame fiduciario. La famiglia Navarra ne è un esempio. Certifica un'attività edilizia dalla fine dell'Ottocento e dal 1975, attraverso la Italiana costruzioni, si è consolidata sui cantieri pubblici più vari - la terza corsia del Grande raccordo anulare di Roma, il nuovo centro di Roma, Maxxi per le arti contemporanee, Palazzo Ducale a Genova, due caserme a Milano e Lecco - trovando parallelamente ascolto in Vaticano. I tecnici del Governatorato, con la supervisione del direttore dei Musei vaticani Antonio Paolucci, hanno scelto infatti di affidare ai Navarra il restauro del colonnato del Bernini di piazza San Pietro, commessa da 20 milioni da portare a termine nel 2015.

giovedì 24 giugno 2010

Intanto, in vista dell'Expo, i ciellini si mangiavano Milano con un'ingordigia senza confini

Mettere le mani su un patrimonio pubblico da oltre un miliardo e mezzo di euro, gestirne la svendita ai privati senza alcun controllo e finanziare così altri cinque anni di affari milionari dell'edilizia sanitaria lombarda. I magistrati di Firenze e Perugia devono ancora chiudere il menù delle abbuffate della "cricca" e già dalla metropoli milanese sale il crepitio di un'altra orda di mandibole della politica.

I più scandalizzati sono i medici cattolici e i sacerdoti ambrosiani fedeli all'arcivescovo Dionigi Tettamanzi. Sotto accusa c'è l'operazione di "valorizzazione" dell'enorme patrimonio immobiliare dell'Ospedale Maggiore Policlinico, annunciata dal presidente ciellino Giancarlo Cesana: migliaia di case, terreni, abbazie e palazzi monumentali, sparsi in più di cento comuni... che generazioni di cittadini milanesi e lombardi hanno donato, nell'arco di cinque secoli, alla storica struttura sanitaria fondata dal duca Francesco Sforza nel 1456.

mercoledì 23 giugno 2010

“Laurea=Disoccupazione": ”Cosa restera di questi “Anni Zero”?

Forse abbiamo toccato il fondo. Ma forse resta ancora da scavare, in questa discesa verso l’abisso. Sinceramente le notizie che arrivano dal “fronte” non sono così rassicuranti.
Due indagini, la prima sulle “Statistiche in Tema di Laureati e di Lavoro”, la seconda di Od&M Consulting, hanno messo nero su bianco ciò che sospettavamo da tempo: un buon tornitore guadagna più di un neolaureato. Il 26,3% dei laureati specialisti incassa infatti -a dodici mesi dal titolo- tra i 1000 e i 1250 euro al mese. Un tornitore: 1303 euro.
Va un po’ meglio, ma di poco, ai laureati triennali: a dodici mesi dal titolo il 23,4% di loro viene retribuito tra i 1251 e i 1500 euro. Quanto un caposquadra… Gli esperti però assicurano: “I frutti si raccolgono dopo”. Certo, dopo aver passato anni sottopagati, alla perenne ricerca di un’assunzione in un mercato del lavoro dove l’85% delle offerte è sommerso, e ci si arriva solo con gli “agganci” giusti, facendo slalom tra stage e contratti a termine…

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