lunedì 10 maggio 2010

Il limite dell’uomo di Arcore in tutta la sua tragicità: vede l’Italia soltanto come un’azienda


E’ stata passata come una noterella a margine del gran tourbillon greco, un modesto “aggiustamento” dei conti pubblici italiani – se s’ha da fare, si fa… – perché la crisi…i conti…la congiuntura economica…il riequilibrio…l’Europa…le agenzie di rating…
Ma sono 25 miliardi di euro. Forse, il numero “50.000 miliardi di lire” farebbe più effetto, ma oramai non si può più ragionare in lire: troppo diverso il potere d’acquisto reale, le retribuzioni, la struttura stessa della società italiana, ecc.
Il piccolo numeretto, però, è una di quelle quantità che mettono i brividi.

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