mercoledì 26 maggio 2010

La manovra, la crisi e il Cavaliere dimezzato


Un Berlusca incazzato nero. E questa volta non tanto verso magistratura e stampa. Ma per come si mettono le cose sul fronte economico, con il «fido e bravo» Tremonti che si è fatto senza mezzi termini interprete dell’urgenza di una manovra tutta tagli sfacciatamente iniqua. Dopo che sull’affaire Scajola non è stata possibile nessuna «difesa d’ufficio», come ancora con Bertoladro, e l’iter legislativo sulle intercettazioni si va facendo più accidentato, ora il cavaliere è costretto a rimangiarsi le sue assicurazioni sulla tenuta finanziaria italiana e, soprattutto, deve riconoscere che «abbiamo vissuto oltre le nostre possibilità» [chi?]. Non c’è che dire: un bel colpo ad uno dei pilastri – insieme a evasione, mafia, corruzione, grandi opere, speculazione ecc. – su cui si è retto finora il largo consenso alla sua politica o, più precisamente, alla sua figura.

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