lunedì 17 maggio 2010

La ‘ndrangheta avvelena il Mare Nostrum: "Nemmeno i cani trattano cosi la cuccia nella quale dormono"


Neanche i Cani. "Nemmeno i cani trattano cosi la cuccia nella quale dormono", dice Antonio Nicaso, 17 libri di ‘ndrangheta alle spalle, una delle maggiori autorità mondiali in materia, consulente Unico Fbi sulla criminalità organizzata in Calabria. Sa bene di cosa parla quando analizza lo scempio che le Ndrine hanno fatto della loro regione: oltre 50 relitti sono stati affondati tra Jonio e Tirreno calabro a partire dagli anni ‘60, e chissà quante di queste carrette del mare conteneva scorie tossiche o peggio, materiale nucleare radiottivo. Le liste degli assicuratori navali londinesi ‘Lloyd's'' che pubblicano nel loro libro i cronisti calabresi Manuela Iatì e Giuseppe Baldessarro (‘Avvelenati' Città del Sole Edizioni, 16 euro) è di sicuro attendibile. "E non vuol dire - spiega Baldessarro - che tutte siano state affondate perché cariche di scorie avvelenate, ma di sicuro esiste un fenomeno sul quale i politici italiani dovrebbero indagare.

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