lunedì 28 giugno 2010

Nichi è il nostro Presidente

Tracce significative dell'agenda d'inizio giugno. L'8 è stato a Bruxelles. Il 10 a Roma, il 14 a Vicenza, il 15 a Pomigliano D'Arco. Il 17 a Roma, di nuovo. Il 20 a "Telecamere" su RaiTre con Gaetano Quagliariello e Italo Bocchino. Convegni, dibattiti, confronti su Finanziaria, sindacato, sviluppo, futuro della sinistra. E interviste, da "La Stampa" al "manifesto", dal "Sole 24Ore" a "Vanity Fair" al "Fatto". Come minimo, per Nichi Vendola, governatore della Puglia, è solo un allenamento. Una prestazione atletica. Uno sfizio narcisista da politica locale in trasferta. Come massimo, l'inizio di una Lunga Marcia per diventare il capo. E il sospetto, l'idea, forse la follia o la predestinazione non arriva solo dal fuoco nemico o da quello amico. Arriva da lontano, dal mondo anglosassone. Così il 14 giugno è anche successo che sul "Times" Bill Emmott, ex direttore di "The Economist", lo abbia segnalato come l'uomo, nella sinistra, da tenere sotto osservazione, quello capace di mobilitare le masse stile Obama. Quale comunista, ex Rifondazione persino, e ora portavoce di Sel, Sinistra Ecologia Libertà, aveva mai avuto un'investitura internazionale? Troppo rumore per nulla, secondo alcuni, vedi l'entourage di Enrico Letta con cui si guarda in cagnesco.

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