lunedì 7 giugno 2010

Una discarica nella riserva naturale del Vesuvio,...anzi due

Il cartello appeso alla rete di recinzione parla chiaro: "Area d'interesse strategico nazionale: divieto d'accesso, sorveglianza armata". Pochi metri più in là, poliziotti e militari controllano che nessuno s'avvicini o scatti foto. E fa bene, la vigilanza, a scoraggiare gli eventuali curiosi. Perché è desolante lo spettacolo offerto dalla discarica S.a.r.i. (Società agricola recuperi industriali) di Terzigno, 770 mila metri cubi nel cuore del Parco del Vesuvio. A partire dal tanfo che sale e invade le campagne confinanti. 

Poi ci sono le centinaia di gabbiani che, ossessivamente, roteano nel cielo. Infine c'è l'origine di questo incubo alla Hitchcock: il cumulo dei rifiuti urbani che, per legge, dovrebbero essere trattati.

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