martedì 20 luglio 2010

Nove anni fa Carlo Giuliani aveva 23 anni

Carlo Giuliani aveva 23 anni, quando fu ucciso. Ricordiamo Il Giornale, che uscì in questi anni con le foto del ragazzo esile, il rotolo di adesivo all'avambraccio, in mezzo alle strade martoriate dagli scontri. Cercando quasi una giustificazione alla 'punizione'. Ricordiamo il veleno lanciato dalle colonne delCorriere della Sera, a firma Ostellino. La memoria va anche alle parole ingiuriose e fasciste diAlleanza nazionale e i toni e le azioni di Gianfranco Fini, prima che il clima politico del dramma italiano non portasse l'attuale presidente della Camera a vestire i panni dell'uomo fedele alle Istituzioni, a un riformismo moderato e costituzionale. Eppure c'era lui a Genova, in quelle ore, a dare conforto alle operazioni di carabinieri, polizia, guardia di finanza, reparti speciali della polizia penitenziaria, reparti speciali della polizia, carabinieri arrivati dalle recenti missioni all'estero (il Tuscania) che sbarcavano a Genova come in una cittadina balcanica divorata dall'odio etnico o nella solitudine della tragedia somala.

domenica 18 luglio 2010

Marea nera: tutta la verità

Sulle coste del Golfo, sia ascoltando gli ecologisti che gli specialisti della fauna fino ai medesimi pescatori e uomini d'affari, il responso è del tutto simile; la compagnia BP non sta soltanto strozzando le notizie che concernono ciò che viene condotto in seguito al disastro petrolifero del Golfo del Messico, ma questa ha anche 'precettato' gli organismi chiave adibiti alla supervisione e alla regolamentazione del governo federale per dare àdito al suo proprio ordine del giorno e di quello dei partners del petrolio, tra cui Halliburton, Anadarko e Transocean.

L'uomo più odiato nel Golfo è il comandante supremo della Protezione civile del presidente Obama, Thad Allen che è andato in pensione da comandante della Guardia Costiera il 30 giugno. Allen è considerato troppo compromesso con la BP, e ci sono riferimenti locali secondo i quali, molto prima dell'esplosione del Deep Water Horizon il 20 aprile, Allen stava trattando per la messa in opera di un programma con la BP. La logistica del modo di pulire dalla marea nera viene criticata per la troppa fiducia investita sulle navi specializzate per la scrematura dal petrolio nelle acque profonde. Non è prevista nessuna procedura con l'utilizzo di mezzi di recupero in grado di operare in acque poco profonde, cioè a 45 e 60 centimetri. Un certo numero di battelli capaci di scremare le acque poco profonde sono ancorati nel porto e non sono utilizzate dalla BP.

mercoledì 14 luglio 2010

L'ACQUA NON SI VENDE: Un milione di firme… qui comincia l'avventura

In questi mesi di campagna referendaria per l'abrogazione del Decreto Ronchi che privatizza l'acqua, abbiamo inondato il Paese con banchetti in ogni luogo.

Abbiamo condiviso speranze e voglia di cambiare insieme a donne e uomini di tutte le età, esperienze e culture.

Oltre un milione di persone si sono riconosciute in questo percorso.

martedì 13 luglio 2010

ITALIA - LIBIA: i conti di un accordo vergognoso che ora ricade su tutti noi e ci impone una riflessione



(nella foto l'autrice dell'articolo, Shukri Said, segretaria e portavoce dell'associazione Migrare www.migrare.ue)


L’orrendo frutto dell’accordo sui respingimenti tra Italia e Libia, alla fine, ha mostrato il suo grado di maturazione spargendo il suo succo amaro sul capo di quasi tutti gli italiani perché l’arco di coloro che a quell’accordo hanno prestato il consenso è stato molto più ampio di quanto ci si sarebbe aspettato. Il messaggio in bottiglia costituito da un sms affidato alle onde hertziane del sistema cellulare, ha permesso al mondo di conoscere la fine che fanno gli abitanti dei Paesi subsahariani orientali respinti dall’Italia senza alcuna selezione tra gli aventi diritto all’asilo e imprigionati nei lager libici in mezzo al deserto tra malattie e torture, con poco cibo, poca acqua, niente igiene e un caldo pazzesco.

Quanto si è appreso da quell’sms non è affatto una sorpresa, ma la conferma dell’esito annunciato all’indomani della ratifica di quell’accordo tra Italia e Libia e massimamente temuto dalla sua attuazione, quando in data 15 maggio 2009 l’Italia donò le prime due motovedette alla Libia proprio per il pattugliamento della frontiera mediterranea.

lunedì 12 luglio 2010

Tra appalti e nuova P2 alle riunioni con Carboni c'era anche Marcello Dell'Utri

E' la P2 che ritorna. O magari non è mai andata via. E sono le intercettazioni telefoniche, ancora una volta, a rivelare cricche e comitati d'affari, a collegare abituali frequentatori delle aule di Giustizia a nuovi nomi, a scatenare altri terremoti giudiziari dalle conseguenze imprevedibili. Le notizie che si rincorrono sull'ultima inchiesta della Procura di Roma che ha portato all'arresto, lo scorso...
...giovedì, del faccendiere Flavio Carboni, del giudice tributario Pasquale Lombardi (ex politico Dc e di Forza Italia), dell'imprenditore napoletano Arcangelo Martino (che in passato ha dichiarato di aver presentato lui Berlusconi alla famiglia di Noemi Letizia) assumono connotati via via sempre più inquientanti. Mentre sullo sfondo domina ancora, incontrastato, lo spettro di Licio Gelli.

venerdì 9 luglio 2010

Marea Nera Avanza

Cattive notizie su piu’ fronti oggi dal Golfo martoriato dal vulcano di petrolio aperto sul fondo dalle trivelle della BP. Greggio e catrame sono stati rinvenuti per la prima volta nelle acque di Lake Ponchatrain, il grande lago “alle spalle” di New Orleans completando l’accerchiamento della citta’ e aprendo un fronte nelle retrovie della vecchia capitale della Lousiana.

giovedì 8 luglio 2010

Balilla 2010

Mentre la scuola pubblica letteralmente affoga nei tagli imposti dalla riforma Gelmini e dalle manovre economiche di Tremonti, il Governo pensa a potenziare le “istituzioni alternative” deputate alla formazione dei giovani. Se da un lato si continua a rimpinzare di finanziamenti le scuole cattoliche - la sola città di Verona ha appena stanziato 300.000 euro per i suoi istituti paritari - dall’altro una legge a firma congiunta mira ad istituire un fondo per organizzare corsi di formazione delle Forze Armate per i giovani.
Le firme su quella che è già stata ribattezzata la ”legge balilla” sono del ministro della Difesa La Russa, della giovane ministra dei Giovani Giorgia Meloni e del ministro del Tesoro Tremonti che, nonostante pianga miseria in sede di bilancio, ha dato il via libera a 20 milioni di Euro, necessari alle attività per i primi tre anni di sperimentazione.
L’idea alla base del provvedimento è quella di invogliare i ragazzi e le ragazze a preferire una sicura carriera militare all’inevitabile precariato post-laurea o post-diploma: i ragazzi verrebbero invitati per un soggiorno di tre settimane all’interno delle caserme dell’Arma, dove seguirebbero la routine e i costumi del reggimento e verrebbero di conseguenza edotti sulle meraviglie dell’essere soldato nell’era delle guerre globali. Che sì sono guerre, ma almeno ti fanno vedere il mondo.

Cercando di non restare senza pantaloni, Berlusconi corre sempre più veloce lungo la discesa. Ma la strada è ripida e presto inciamperà

La sconvolgente immagine di migliaia di terremotati che cingono d'assedio la residenza privata del Presidente del Consiglio, dopo essere stati manganellati dalla polizia, in altri Paesi rappresenterebbe il fotogramma finale di qualunque esecutivo. Anche perché Silvio Berlusconi, mentre fuori la folla protestava (pacificamente) perché il governo aveva deciso di far pagare con gli arretrati le tasse a chi non ha ancora una casa e un lavoro, era semplicemente a pranzo con i suoi ministri e discuteva cosa fare sulla legge bavaglio.

mercoledì 7 luglio 2010

L'Aquila a Roma nonostante i manganelli di Berlusconi e il sorriso di Bersani

Oggi gli aquilani, a migliaia, sono tornati a Roma: chiedono il congelamento dei mutui e delle tasse, oltre a una serie di misure di sostegno all'occupazione e all'economia inquadrate in una legge che preveda procedure efficaci per la ricostruzione e finanziamenti certi; la sospensione delle tasse che da dicembre dovrebbero ricominciare a pagare al cento per cento (in molti in realtà hanno già iniziato a versarle dal primo luglio). Chiedono anche altre risorse per cinque anni e la successiva restituzione in dieci anni senza interessi, un sostegno all'occupazione e all'economia del territorio sottolineando di non volere "privilegi ma equità e diritti" e "non più propaganda e censura ma corretta informazione".

martedì 6 luglio 2010

Non hanno niente da dire i 413 deputati che hanno votato il trattato Italia - Libia?

Centinaia di eritrei sono stati trasferiti dal centro libico di Misurata alla prigione di Brak, in pieno deserto, nota per gli episodi di tortura. I profughi avrebbero diritto all`esame della richiesta di asilo politico, invece rischiano di essere rimpatriati e uccisi. Non hanno niente da dire i 413 deputati che hanno votato il trattato Italia - Libia?
Apprendiamo con angoscia crescente, ogni giorno che passa, delle torture e del rischio di “deportazione in patria” subiti dagli eritrei trasferiti il 30 giugno dal centro di detenzione di Misurata alla prigione di Brak, in pieno deserto, vicino Sebha, una prigione gestita direttamente dalle forze di sicurezza libiche. Neppure le decine di persone che erano state gravemente ferite a Misurata, durante i primi tentativi di “identificazione” da parte di rappresentanti del governo eritreo, vengono curate e sembrerebbe che almeno due eritrei non siano più ritornati nelle camerate, dopo essere stati condotti nelle sale di tortura del carcere di Brak.

domenica 4 luglio 2010

Libia, ho sentito il rumore delle deportazioni

Da tre giorni un rumore mi perseguita. È un rullare di ruote e uno sbattere, vibrare e cigolare di ferri. Con uno sfondo sonoro di lamentazioni di uomini. L'ho sognato anche stanotte. È il rumore delle deportazioni. L'esercito libico ha fatto irruzione nel carcere di Misratah all'alba del 30 giugno, il giorno dopo la rivolta degli eritrei. Molti stavano ancora dormendo. Li hanno portati via così, 300 persone circa, alcuni ancora nudi, altri feriti dai pestaggi del giorno prima. E li hanno rinchiusi dentro due camion, dentro un container di ferro, di quelli che si usano sui treni merci e sulle navi cargo. Quando, il pomeriggio del 30 giugno, sono riuscito a contattarli al telefono, erano ancora dentro il container.

Mariastella Gelmini e quel suo acido silenzio

Mariastella,
ti assicuro che do del lei anche all’ultima matricola della triennale. E’ parte del rispetto che debbo loro, a me stesso e all’università. A te invece voglio dare del tu, non foss’altro perché sono più vecchio, ho un curriculum incomparabilmente più solido del tuo e non ho mai cercato scappatoie per ottenere i miei titoli come hai fatto invece tu per diventare avvocato. Lo scrivo e mi rendo conto che il fatto di essere nella stessa condizione del 90% dei docenti universitari dei quali sei ministro, cioè più esperti, più preparati e più onesti di te, non deve rendermi simpatico ai tuoi occhi. Non mi importa di esserti simpatico, ma sì esigo il tuo rispetto.
Di fronte all’attacco ai nostri salari rappresentato dalla manovra economica, che cancella le nostre vite professionali per tre anni, si sono levate le voci di autorevoli esponenti del tuo partito ma non la tua.

giovedì 1 luglio 2010

Il super lodo Alfano di Silvio, l'insaziabile

Sconcertante. In arrivo modifiche per il Lodo Alfano. Sapete qual’è la trovata? Ridurre la assurda violazione del principio di eguaglianza di fronte alla legge penale? Neanche per sogno! Al contrario, l’idea è quella di estendere ulteriormente lo scudo per il premier, prevedendo che la sospensione possa valere anche per i processi cominciati prima dell’assunzione della carica. La previsione, che nel testo attuale vale solo per il Capo dello Stato, ora il Pdl vorrebbe estenderla anche al presidente del Consiglio e ai ministri. Del resto Brancher (per stare all’attualità) è chiamato a giudizio per fatti precedenti alla nomina a ministro “del nulla”. 
E’ questa la proposta contenuta nel parere sul Lodo Alfano che la commissione Giustizia del Senato, presieduta da Filippo Berselli, sta per trasmettere alla commissione Affari Costituzionali di Palazzo Madama.

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